Allergie ed intolleranze alimentari: quanto c’è di vero?

Gen 21, 2023 | Articoli blog | 0 commenti

Il tema allergie ed intolleranze alimentari si ripropone ciclicamente ogni anno ed è spesso citato in periodi successivi a festività mangerecce perché, il fatto di consumare cibi molto più carichi del solito in grassi e conservanti, può portare a manifestazioni simili a quelle generate da questi due tipi di affezioni.

In generale, allergie ed intolleranze vengono citate insieme sebbene abbiano un’origine differente, infatti mentre le allergie coinvolgono il sistema immunitario, le intolleranze non lo fanno ed hanno un’eziologia totalmente diversa.

 

Allergie alimentari

Le allergie alimentari coinvolgono il sistema immunitario che, a contatto con diversi tipi di allergeni contenuti negli alimenti, rilascia anticorpi specifici (immunoglobuline E o IgE) che vengono quindi prodotti a scopo difensivo.

Dai sintomi più semplici che sono rappresentati da vomito e diarrea, si può passare a manifestazioni di dermatite atopica, sindrome orale allergica, orticaria acuta, difficoltà respiratorie ed angioedema e, nei casi più estremi, di shock anafilattico. Questi sintomi si manifestano a partire da pochi minuti fino a poche ore dal contatto con l’allergene che è contenuto nel cibo ingerito.

Gli allergeni sono costituiti per lo più da proteine che possono, in alcuni casi, essere inattivate con la cottura oppure grazie alla digestione e per tale motivo possono essere meno lesive. Tuttavia, nei soggetti più sensibili, anche l’inattivazione parziale di questi allergeni non determina una minore reattività, per cui tali molecole devono essere escluse del tutto dall’alimentazione quotidiana.

Gli allergeni più comuni sono contenuti in:

  • latte vaccino e derivati
  • uovo e derivati
  • frutta a guscio e derivati
  • pesce, molluschi e crostacei e derivati
  • arachidi, lupini, soia e derivati
  • sedano, sesamo, senape e derivati

L’ingestione di queste sostanze deve essere evitata in caso di diagnosi di allergia, purché tale diagnosi sia stata effettuata secondo criteri scientifici. In caso di diagnosi di allergia verso uno o più allergeni, sarà necessario porre attenzione alla presenza anche marginale della sostanza per cui il paziente dovrà essere educato al fine di riconoscere l’eventuale presenza attraverso la lettura dell’etichetta nutrizionale.

 

Intolleranze alimentari

Le intolleranze alimentari, a differenza delle allergie, non dipendono dalla reazione del sistema immunitario, ma sono legate ad una ipersensibilità dell’organismo nei confronti di alcuni composti. Sono causate, nei tipi più diffusi, dalla mancanza totale o parziale di enzimi coinvolti in alcuni metabolismi, per cui alcune reazioni, ad esempio la digestione del lattosio nell’intolleranza al lattosio, risultano impossibili o poco efficaci.

Vi sono poi altri tipi di intolleranze, ovvero quelle verso:

  • sostanze farmacologiche presenti in alcuni alimenti (istamina, caffeina, teobromina, serotonina)
  • additivi aggiunti in alcuni alimenti (soprattutto solfiti e glutammato)

Le intolleranze, a differenza delle allergie, danno luogo ad una sintomatologia dose-dipendente soprattutto a carico dell’apparato gastrointestinale (vomito, diarrea, costipazione, sangue nelle feci), mentre a livello sistemico si possono avere sintomi diversi tra cui la cefalea e la perdita di peso a causa del malassorbimento. Tali sintomi possono diventare cronici se la sostanza dannosa continua ad essere assunta per cui l’unico modo di risolvere tale sintomatologia è quello di evitarne l’assunzione.

Le intolleranze sono provocate per lo più da:

  • lattosio
  • glutine

Nel caso del lattosio, uno zucchero presente nel latte e nei derivati, oltre che in alimenti conservati di diversa natura, il deficit dell’enzima che lo digerisce (lattasi) porta alla manifestazione dei sintomi successivamente all’ingestione e può essere risolta evitando di consumare questo zucchero o, nei casi meno gravi, assumendo l’enzima nel momento del pasto che lo conterrà.

Nel caso del glutine, esso provoca nella maggiore forma di intolleranza permanente, l’espressione della malattia celiaca, una malattia autoimmunitaria che si manifesta nelle persone geneticamente predisposte in seguito alla sua assunzione. Questa proteina è contenuta in moltissimi alimenti e può creare problemi anche di diversa natura se pensiamo alla sensibilità al glutine non celiaca, un’altra forma di intolleranza che si può risolvere attraverso un periodo limitato di astensione dall’assunzione del glutine. Va sottolineato che il periodo di astensione va iniziato e monitorato sotto stretto controllo medico, insieme ad un corretto protocollo diagnostico che deve escludere la presenza di celiachia.

 

 

La giusta diagnosi di allergie ed intolleranze

Per effettuare una diagnosi corretta di allergie ed intolleranze, bisogna seguire dei criteri scientifici avvalendosi in primis della consulenza da parte del medico di medicina generale che indirizzerà il paziente verso il percorso diagnostico più indicato. Nel caso si sospettasse della presenza di allergie, egli potrà prescrivere al paziente test di vario livello (test cutanei, dosaggio IgE) per saggiare l’effettiva responsività dell’organismo al contatto con quel determinato allergene. Ove risultasse la presenza di reattività, il paziente sarà indirizzato dal medico verso una dieta di eliminazione e, se necessario, verso un successivo test di provocazione orale. Nel caso si sospettasse un’intolleranza, invece, potrebbero essere necessari approfondimenti diversi in base al tipo di disturbo.

La cosa fondamentale da sapere, però, è che se si teme di essere affetti da un disturbo che potrebbe essere annoverato tra le allergie ed intolleranze alimentari, va evitato il fai da te! Infatti, una diagnosi corretta è l’unica via di risoluzione del problema stesso, mentre diagnosi errate fatte con metodi di indagine privi di fondamento scientifico, rischiano di portare il paziente verso direzioni errate. E’ ciò che si verifica quando ci si sottopone a test vari, spesso effettuati in strutture non idonee all’esecuzione di tali approfondimenti e, molto frequentemente, diffusi grazie a propagande pubblicitarie che promettono di risolvere i disturbi eliminando, però, intere categorie di alimenti.

Elenco dei test non convenzionali utilizzati per la diagnosi di allergia ma privi di validazione scientifica

    • Il test citotossico di Bryant
    • Il test di provocazione e neutralizzazione sublinguale e intradermico
    • La kinesiologia applicata
    • Il test del riflesso cardio-auricolare
    • Il Pulse test
    • Il test elettrotermico o elettroagopuntura secondo Voll
    • Il Vega test
    • Il Sarmtest
    • Il Biostrenght test e varianti
    • La biorisonanza
    • L’analisi del capello (Hair analysis)”

Da Allergie alimentari e sicurezza del consumatore – documento di indirizzo e stato dell’arte (Ministero della salute, 2018)

Apri chat
1
Ciao 😁,
Vuoi farmi una domanda o prenotare un appuntamento?